Ritrovarsi nella relazione dopo la malattia

Come ricostruire intimità, desiderio e connessione dopo il tumore


Se ti senti “fuori posto” nel tuo corpo…

non sei Tu il problema.

Dopo la diagnosi succede una cosa che quasi nessuno dice ad alta voce.

Il corpo non è più solo corpo.

Diventa visita, terapia, controlli, attese, cicatrici, effetti collaterali.

Diventa “da gestire”.

E a un certo punto ti ritrovi a guardarti allo specchio e pensare:

“Io… dove sono finita?”

Perché sì, magari stai andando avanti.

Magari stai “tenendo botta”.

Magari tutti ti dicono che devi essere felice perché sei qui, perché ce l’hai fatta.

Ma dentro… senti che qualcosa che si è incrinato.

Non solo nella salute.

Nella femminilità.

Nella sicurezza.

Nell’intimità.

E la verità è questa:

quando una donna smette di sentirsi a casa nel proprio corpo, l’intimità diventa difficile.

Non perché non ami il tuo partner.

Non perché “non ti impegni abbastanza”.

Ma perché il corpo si protegge.

Si chiude.

Si irrigidisce.

Evita.

E tu inizi a fare una cosa che sembra normale… ma piano piano ti spegne: ti allontani.

Magari ti riconosci in una di queste scene.

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• Lui ti guarda… e tu ti irrigidisci, perché non sai come ti vede davvero.

• Ti abbraccia… e tu senti tenerezza, ma non ti abbandoni.

• Eviti di spogliarti con la luce accesa.

• Rimandi. Trovi scuse. Ti dici “quando starò meglio”.

• Hai paura che faccia male. Oppure che non sentirai nulla.

• Ti senti in colpa: “dovrei essere grata, non pensare a queste cose”.

• Lui non osa toccarti… e tu ti senti ancora più distante.

• Oppure lui ci prova… e tu ti senti sotto pressione.

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E nel frattempo, il pensiero che ti fa più male è uno:

“E se non tornassimo più quelli di prima?”

Te lo dico chiaro: non serve tornare come prima.

Serve ritrovarsi come siete ora.

E soprattutto… serve che tu possa ritrovarti con te stessa.

Questo percorso nasce per te, se…

Sei una donna che ha vissuto (o sta attraversando)

un’esperienza oncologica e sente che:

• il corpo è cambiato e la tua percezione di te è cambiata con lui

• la sessualità è diventata fragile, faticosa, lontana… o bloccata

• ti manca sentirti desiderabile, viva, femminile, presente

• vuoi ricostruire l’intimità senza forzarti, senza prestazioni, senza vergogna

• vuoi un percorso che ti accompagni con rispetto e profondità, passo dopo passo

E no: non è “solo sessualità”.

Questo è un percorso sull’intimità, sì.

Ma l’intimità è molto più del rapporto sessuale.

È:

• sentirsi sicure nel proprio corpo

• poter essere viste senza protezioni

• tornare a fidarsi del contatto

• riscoprire il desiderio come energia vitale

• ritrovare la connessione con il partner senza dover “fare” nulla per meritarsela

È tornare a sentire: “Io ci sono. Sono ancora io. E posso vivere.”

Il viaggio che farai in in 6 mesi di affiancamento

e 6 + 1 sessioni :

Non ti porterò a “riprendere l’intimità” come se fosse un interruttore.

Ti porterò a ricostruirla dalle fondamenta, cioè da dentro.

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1) Tornare nel corpo

All’inizio non si tratta di “sesso”.

Si tratta di sicurezza.

In questa sessione ricostruiamo la base: la capacità di stare nel corpo senza paura, senza allerta, senza sentirlo solo come qualcosa che ha sofferto.

Ti guiderò a tornare a sentire in modo graduale, rispettoso, senza forzature.

👉 Risultato: inizi a passare da “mi difendo” a “posso esserci”.

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2) Guardarti senza giudizio

Lo specchio, dopo la malattia, può diventare un nemico.

E non è vanità. È identità.

Qui lavoriamo sullo sguardo: quello che hai su di te, quello che temi dagli altri, quello che ti fa chiudere.

Inizierai a separare il tuo valore dal tuo aspetto… e a costruire uno sguardo più vero, più umano, più femminile.

👉 Risultato: meno vergogna, più presenza. E una nuova “alleanza” con te stessa.

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3) Toccare e lasciarti toccare

Questa è la sessione della riattivazione.

Non del “fare”, del sentire.

Perché dopo una diagnosi il corpo può spegnere il desiderio per proteggerti.

Qui impari a riaprire le porte con delicatezza: ascolto, confini, consenso interno.

Il tocco torna a essere un linguaggio di sicurezza, non una prova da superare.

👉 Risultato: inizi a fidarti del contatto, senza pressione.

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4) Farti vedere

Questa è una delle soglie più importanti.

Non parlo solo di spogliarsi.

Parlo di permettere a una parte di te di essere vista: cicatrici comprese, fragilità comprese, verità comprese.

Qui sciogliamo la paura del rifiuto e la fantasia catastrofica.

E costruisci una nuova esperienza interna: “posso mostrarmi e restare al sicuro”.

👉 Risultato: ti senti meno “sbagliata” e molto più libera.

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5) Ritrovarsi nella relazione

Quando una coppia passa la malattia, spesso resta in piedi… ma perde morbidezza.

Il partner può avere paura di farti male, può trattenersi, può sentirsi impotente.

E tu potresti non sapere come parlare di tutto questo.

In questa sessione ti porto strumenti concreti e profondi per comunicare: paure, desideri, bisogni, confini.

Non per creare un discorso perfetto, ma per creare verità.

👉 Risultato: più connessione emotiva, più vicinanza, più “noi”.

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6) Integrare la nuova donna

La chiusura non è “ora va tutto bene”.

La chiusura è: “io so come tornare a me.”

Qui integriamo ciò che hai ricostruito: corpo, identità, desiderio, relazione.

Non per tornare indietro.

Per andare avanti con una nuova stabilità: più autentica, più potente, più tua.

👉 Risultato: non cerchi più di essere quella di prima. Diventi quella vera di adesso.

Cosa ti porterai a casa (davvero)

Sei una donna che ha vissuto

(o sta attraversando) un’esperienza oncologica e sente che:

• il corpo è cambiato e la tua percezione di te è cambiata con lui

• la sessualità è diventata fragile, faticosa, lontana… o bloccata

• ti manca sentirti desiderabile, viva, femminile, presente

• vuoi ricostruire l’intimità senza forzarti, senza prestazioni, senza vergogna

• vuoi un percorso che ti accompagni con rispetto e profondità, passo dopo passo

Questo percorso NON è per te se…

Te lo dico con rispetto, ma con chiarezza:

• se cerchi scorciatoie, tecniche sessuali o “soluzioni veloci”

• se vuoi evitare completamente l’ascolto emotivo e corporeo

• se vuoi solo “aggiustare la coppia” senza ritrovare prima te stessa

Qui lavoriamo in profondità, con gentilezza, ma sul serio.

Il punto non è tornare a fare l’amore.

È tornare a sentirti donna.

E quando una donna torna a sentirsi donna…

l’intimità non è più un problema da risolvere.

Diventa uno spazio in cui respirare.

FAQ –

Le domande che forse ti stai facendo

(e che hanno senso)

“Ma io ho poca o zero libido a causa degli ormoni / della menopausa indotta. Serve davvero questo percorso?”

Sì. E proprio per questo.

La mancanza di libido non dipende solo dagli ormoni.

Gli ormoni incidono, certo. Ma il desiderio è un’esperienza neuro-emotiva, non solo biologica.

Dopo una diagnosi:

• il sistema nervoso resta in allerta

• il corpo si protegge

• il piacere viene “spento” per sicurezza

Questo percorso non ti chiede di avere voglia.

Ti accompagna a ricostruire le condizioni interne perché il desiderio – quando sarà il momento – possa tornare.

“E se sento dolore o fastidio durante i rapporti?”

È una paura molto comune.

Ed è una paura che il corpo prende sul serio.

Qui non forziamo nulla.

Non lavoriamo sul “fare sesso”, ma sul sentire sicurezza nel corpo.

Quando il corpo si sente ascoltato, il dolore spesso diminuisce.

E soprattutto, smetti di vivere l’intimità come una minaccia.

“Io mi vergogno troppo del mio corpo. Non so se sono pronta.”

La vergogna non è un difetto.

È una protezione.

E non devi eliminarla prima di iniziare.

È il percorso stesso che lavora su questo.

Non c’è esposizione obbligata, non c’è confronto, non c’è forzatura.

C’è uno spazio sicuro in cui puoi procedere al tuo ritmo.

“E se il problema fosse il mio partner?”

Spesso non è il partner. Non lo è quasi MAI.

È quello che non si riesce più a dire, a chiedere, a condividere.

Quando tu torni ad abitare il tuo corpo con più sicurezza,

la relazione cambia di riflesso.

Questo percorso parte da te, ma ha un impatto diretto sulla coppia.

“Sto ancora facendo controlli / cure. Posso partecipare?”

Sì, CERTO!

Non è un percorso fisico, non richiede sforzi.

È un lavoro di ascolto, presenza e integrazione.

In caso di dubbio, è sempre consigliata una breve chiamata conoscitiva.

“E se durante il percorso emergono emozioni forti?”

È possibile.

E non è un problema.

Le emozioni che emergono non sono nuove:

sono quelle che hai dovuto mettere da parte per andare avanti.

Qui vengono accolte, contenute e trasformate.

Non lasciate esplodere, e anzi imparerai anche a gestirle in maniera efficace e funzionale per te.

Storie vere, anche se i nomi non contano

(Le dinamiche sì.)

“Non mi facevo più toccare”

Scenario

Dopo la malattia, evitava il contatto. Diceva che era stanchezza. In realtà aveva paura di sentire.

Svolta

Ha capito che non era il partner il problema, ma il corpo in allerta.

Risultato

Oggi non forza nulla, ma si sente di nuovo presente. E l’intimità è tornata, diversa, ma più vera.

"Mi sentivo solo una sopravvissuta”

Scenario

Menopausa indotta, zero desiderio, specchio evitato. Pensava: “È normale così.”

Svolta

Ha smesso di chiedersi cosa non andava e ha iniziato ad ascoltare cosa le mancava.

Risultato

Non è “tornata come prima”. È diventata una donna nuova, più consapevole, più incarnata.

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Chi ti accompagna in questo percorso

Sono una Cancer Coach, specializzata nell’accompagnare donne e persone che hanno vissuto un’esperienza oncologica a ricostruire il rapporto con il corpo, le emozioni e la vita.

È aiutarti a integrare ciò che è cambiato, perché diventi una risorsa, non una ferita aperta.

Unisco:

• competenze sulla malattia e sul sistema nervoso

• lavoro corporeo e di consapevolezza

• crescita personale profonda

• uno sguardo umano, non giudicante

Questo percorso nasce dall’ascolto di centinaia di donne che mi hanno detto:

“Nessuno ci aveva preparate a questo.”

Mara Mussoni

Cancer Coach

Fondatrice del Metodo di Coaching Oncologico e

del Master di primo e secondo livello

Autrice di 3 pubblicazioni - Formatrice - Tedx Speaker

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Investimento

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Non devi essere pronta;)

SERVE solo smettere di rimandare te stessa.

Se leggendo queste parole hai sentito qualcosa muoversi…

quello è già il primo passo.

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