Presenza Sostenibile
Stare accanto a chi soffre senza portarsi a casa il suo dolore.
Per professionisti sanitari e della relazione d’aiuto.
Metodo Mussoni® di Coaching Oncologico

Puoi avere studiato per anni.
Puoi avere esperienza.
Puoi conoscere perfettamente il tuo lavoro.
Puoi essere profondamente empatico.
E trovarti comunque senza sapere cosa fare quando una persona davanti a te dice:
Quando piange.
Quando ti chiede una certezza che non puoi darle.
Quando ti racconta qualcosa che continua a tornarti in mente anche dopo che hai chiuso la porta dello studio.
Quando senti il bisogno di rassicurarla.
Di darle una soluzione.
Di fare qualcosa.
Qualunque cosa, pur di non rimanere semplicemente lì davanti alla sua sofferenza.
Perché esiste una parte della relazione d’aiuto che quasi nessuno ci insegna.
Non riguarda ciò che sai.
PRESENZA SOSTENIBILE è un seminario esperienziale dedicato ai professionisti sanitari e della relazione d’aiuto che vogliono imparare a stare nella relazione con chi attraversa malattia, paura e sofferenza senza esserne travolti, senza irrigidirsi e senza perdere efficacia professionale.
16–18 aprile 2027 – Casa Dagnino, Toscana
Da venerdì ore 18:00 a domenica ore 17:00 · Posti limitati
DUE GIORNI E MEZZO DI FORMAZIONE ESPERIENZIALE
Da venerdì alle 18:00 a domenica alle 17:00 per uscire dalla teoria ed entrare concretamente nelle dinamiche della relazione d’aiuto.
PENSATO PER CHI LAVORA CON LE PERSONE
Professionisti sanitari, psicologi, psicoterapeuti, coach, counselor e professionisti della relazione d’aiuto che incontrano malattia, sofferenza, paura e fragilità.
NON SOLO COSA FARE CON L’ALTRO O COSA DIRE
Ma cosa accade dentro di te mentre sei nella relazione e quanto questo influenza ciò che fai.
MENTE, CORPO, EMOZIONI E RELAZIONE
Formazione, coaching, esercitazioni, lavoro corporeo, meditazione, role play, osservazione degli automatismi e confronto professionale.
Finisci di lavorare.
Torni a casa.
Ripensi a quello che ti hanno raccontato.
Ti chiedi se avresti potuto dire qualcosa di diverso.
Se hai fatto abbastanza.
Se avresti dovuto accorgerti prima di qualcosa.
A volte controlli il telefono anche quando non dovresti.
Rispondi fuori orario.
Concedi qualche minuto in più.
Poi altri dieci.
Ascolti anche quando senti che dentro di te non c’è più spazio.
Perché dall’altra parte c’è qualcuno che soffre.
E mettere un limite ti sembra quasi una mancanza di umanità.
Altre volte accade il contrario.
Ti senti distante.
Più freddo.
Meno disponibile emotivamente.
E questa distanza ti preoccupa perché non ti riconosci.
Hai scelto una professione d’aiuto perché delle persone ti importa davvero.
Finisci di lavorare.
Torni a casa.
Non è questione di quanto lavori
Probabilmente ti è già stato detto:
“Devi staccare.”
“Devi mettere dei confini.”
“Non puoi portarti tutto a casa.”
“Devi pensare anche a te.”
Ed è tutto vero.
Ma se fosse sufficiente saperlo, lo avresti già fatto.
Il problema è che quasi nessuno ci insegna come stare davanti alla sofferenza senza assorbirla.
Non è soltanto questione di competenza.
Il problema non sono le ore.
È la permeabilità.
Esistono comportamenti che mettiamo in atto quasi automaticamente.
E la cosa più importante è che spesso nascono dalle nostre migliori intenzioni.
Vogliamo aiutare. Vogliamo rassicurare. Vogliamo alleggerire la sofferenza. Vogliamo essere presenti.
Ma proprio alcuni dei comportamenti che utilizziamo per aiutare l’altro possono finire per svuotare noi e togliere potere alla persona che abbiamo davanti.
Li facciamo proprio perché vogliamo fare bene.
Perché nella relazione non entra soltanto la tua competenza.
Ed è qui che il lavoro cambia completamente.
Non ti insegna a sentire meno.
Ti insegna a stare diversamente in ciò che senti.
Essere presenti non significa assorbire.
Essere empatici non significa soffrire insieme all’altro.
Mettere un confine non significa essere freddi.
Non avere una risposta non significa essere incompetenti.
E accompagnare qualcuno non significa diventare responsabili del suo percorso.
La vera presenza professionale nasce quando riesci a essere profondamente nella relazione senza perdere il tuo centro.
E uscire dalla stanza lasciando lì ciò che non è tuo.
Un seminario che non parla solo della relazione.
Te la fa sperimentare.
Durante questi due giorni e mezzo non lavoreremo soltanto attraverso contenuti teorici.
La relazione non si trasforma soltanto attraverso ciò che comprendiamo.
Si trasforma attraverso ciò che impariamo a riconoscere mentre sta accadendo.
Per questo lavoreremo attraverso formazione, coaching, esercitazioni, role play, corpo, emozioni, meditazione, osservazione e confronto.
Per rendere visibili gli automatismi.
E creare la possibilità di scegliere diversamente.
Cosa vivrai durante il seminario
Lavoreremo su ciò che accade dentro di te quando sei davanti alla sofferenza.
E soprattutto inizieremo a osservare una domanda fondamentale:
Da venerdì a domenica
Riconoscere
Come sto io dentro la relazione?
Il primo passaggio sarà rivolgere lo sguardo verso di te.
Non verso la persona che accompagni.
Non verso la tecnica.
Non verso il protocollo.
Verso di te.
Inizieremo a riconoscere gli automatismi relazionali che metti in campo senza accorgertene.
Perché non puoi scegliere diversamente finché non riesci a vedere ciò che stai facendo.
Trasformare
Dall’automatismo alla scelta professionale.
Il sabato entreremo nel cuore del lavoro.
Affronteremo concretamente le dinamiche che possono rendere la relazione d’aiuto faticosa, inefficace o eccessivamente coinvolgente.
Lavoreremo su:
Attraverso esercitazioni e role play potrai osservare cosa fai realmente quando sei nella relazione.
Non quello che pensi di fare.
Quello che fai.
Ed è proprio lì che può iniziare il cambiamento.
Stare
Essere profondamente presenti senza perdersi.
La domenica integreremo il lavoro fatto nei giorni precedenti.
La domanda diventerà: come posso stare nella relazione senza chiudermi e senza assorbire?
Lavoreremo sulla presenza.
Perché la vera domanda non è soltanto:
“Sono capace di aiutare?”
È anche: “Posso continuare a farlo senza consumarmi?”
RELAZIONE
Lavoreremo sulle dinamiche che si attivano tra professionista e persona accompagnata e su come riconoscerle mentre stanno accadendo.
MENTE
Osserveremo convinzioni, interpretazioni e automatismi che influenzano il modo in cui entri nella relazione.
EMOZIONI
Impareremo a riconoscere ciò che la sofferenza dell’altro attiva dentro di te senza confonderlo con ciò che appartiene all’altro.
CORPO
Il corpo registra la relazione prima ancora della mente. Tensione, chiusura, accelerazione, stanchezza. Impareremo a utilizzarlo anche come strumento di consapevolezza professionale.
RESPIRO E MEDITAZIONE
Pratiche per recuperare presenza, centratura e capacità di tornare a te prima, durante e dopo una relazione intensa.
ROLE PLAY ED ESPERIENZA
Situazioni concrete, esercitazioni e osservazione dei comportamenti per trasformare la teoria in competenza relazionale.
Cosa ti porterai a casa?
PIÙ PRESENZA
La capacità di rimanere realmente nella relazione senza essere continuamente impegnato a trovare la cosa giusta da dire.
PIÙ CONFINI
Imparare a riconoscere dove termina la tua responsabilità e dove inizia quella dell’altro.
MENO CARICO EMOTIVO
Strumenti e consapevolezza per non continuare a portare con te le persone anche dopo che la relazione professionale è terminata.
PIÙ EFFICACIA RELAZIONALE
Riconoscere gli automatismi che possono togliere spazio e potere all’altro e imparare a sostituirli con comportamenti più funzionali.
PIÙ CAPACITÀ DI STARE NEL SILENZIO
Senza doverlo immediatamente riempire con una risposta, un consiglio o una rassicurazione.
PIÙ CONSAPEVOLEZZA DI TE
Riconoscere ciò che l’altro attiva dentro di te e impedire che guidi inconsapevolmente la relazione.
UNA PRESENZA PIÙ SOSTENIBILE
Continuare a fare il tuo lavoro con umanità senza arrivare a fine giornata completamente svuotato.
Questo seminario è per te se…
Non hai bisogno di diventare meno empatico.
Hai bisogno di diventare meno permeabile.
Questa differenza cambia tutto.
L’empatia
ti permette di incontrare l’altro.
crea relazione.
permette all’altro di sentirsi visto.
La permeabilità
ti porta a confondere ciò che è suo con ciò che è tuo.
crea sovraccarico.
può portarti a volerlo salvare.
Non devi costruire un muro.
Devi imparare ad avere un confine.
Un confine che ti permetta di essere lì.
Presente.
Umano.
Professionale.
Senza perderti.
Chi accompagna gli altri è abituato a dare.
Per due giorni e mezzo, lo spazio sarà anche tuo.
Uno degli aspetti più potenti del lavoro in presenza è il gruppo.
Professionisti che conoscono la stessa fatica.
Che hanno incontrato gli stessi silenzi.
Che qualche volta sono tornati a casa chiedendosi:
“Ho fatto abbastanza?”
Durante il seminario non dovrai essere quello che sa.
Quello che contiene.
Quello che risponde.
Potrai osservare. Confrontarti. Ricevere. Sperimentare.
E scoprire che la competenza relazionale non nasce dal diventare impermeabili alla sofferenza.
Nasce dall’imparare ad attraversarla senza confondersi con essa.

Sono Mara Mussoni
Sono Cancer Coach®, formatrice, fondatrice della Cancer Coach Academy e ideatrice del Metodo Mussoni® – Coaching Oncologico.
Ho formato oltre 300 professionisti della salute e della relazione d’aiuto e da anni lavoro sulla relazione con chi attraversa la malattia, integrando coaching, neuroscienze, PNEI, lavoro sul corpo e competenze relazionali.
Ho portato questo lavoro sul palco di un TEDx e attraverso pubblicazioni, formazione e percorsi dedicati ai professionisti.
Ma soprattutto conosco profondamente ciò che accade nella relazione con chi soffre.
So quanto può nutrire.
So quanto può consumare.
E so quanto cambia quando impariamo a riconoscere ciò che è nostro e ciò che appartiene all’altro.
Presenza Sostenibile nasce da qui.
Non dall’idea di diventare professionisti più distaccati.
Ma dalla possibilità di diventare professionisti capaci di essere profondamente presenti senza pagare quella presenza con la propria energia.
Le loro parole, non le mie
“Le competenze relazionali, soprattutto in ambito oncologico, non sono innate e non si imparano sui libri: si acquisiscono con preparazione e allenamento. L'umanizzazione delle cure è il fondamento del futuro della sanità, anche per il buon esito delle cure: la formazione tecnica non basta più.”
Dott.ssa Lucia Sassi
Responsabile di reparto, Ospedale di Ravenna
“Una figura come quella di Mara aggiunge al team che si occupa del paziente oncologico non solo un plus in termini di competenza, ma anche una comprensione e un'umanità che spesso mancano.”
Dott.ssa Simona Casadei
Oncologo nutrizionista
Presenza Sostenibile
Stare accanto a chi soffre senza portarsi a casa il suo dolore.
Seminario esperienziale per professionisti sanitari e della relazione d’aiuto
Mara Mussoni · Cancer Coach e Formatrice
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