Per medici, infermieri, farmacisti e professionisti sanitari
La tua preparazione clinica non è in discussione. Ma stare nella relazione con chi vive la malattia è un'altra cosa — e non te l'ha spiegata nessuno. Tre video gratuiti su quello che manca alla formazione sanitaria.
Un minuto, per capire di cosa stiamo parlando.
Il punto
Il paziente non lo scegli: arriva. In reparto, in ambulatorio, al banco della farmacia. Arriva con la sua paura, le sue domande, quello che ha letto la notte prima su internet.
Tu hai i protocolli, hai la competenza, hai i tempi stretti di chi lavora in una struttura. E hai anche quella sensazione — che una risposta più giusta ci fosse, e che non sia quella che hai dato.
Poi finisce il turno, e non finisce niente: ti porti a casa le facce, le frasi, i silenzi. Con gli anni si accumula, e a un certo punto ti scopri più stanca dentro che fuori.
Non è una tua mancanza. Nella formazione sanitaria la parte clinica c'è tutta; stare nella relazione con chi vive una malattia grave, invece, non te l'ha spiegato nessuno. Così ognuno fa come può: c'è chi assorbe tutto e si logora, e chi si difende diventando distante. C'è una terza via, ed è un metodo.
Il metodo, in tre movimenti
Guardare la persona e non solo il quadro clinico, senza perdere lucidità professionale. È ciò che ti permette di reggere il carico invece di subirlo.
Cosa dire e cosa evitare nei momenti che contano: una notizia difficile, le domande del paziente, la famiglia che chiede rassicurazioni che non puoi dare.
Strumenti brevi, compatibili con i tempi reali di reparto e di banco. Non servono ore in più: servono modi diversi di stare negli stessi minuti.
Chi l'ha già fatto
Chi ti parla
Il cancro l'ho affrontato due volte: la prima a diciotto anni. E la cosa che ricordo meglio non sono le terapie — sono le parole. Quelle di professionisti preparati che però non sapevano come parlarmi, e quelle rarissime di chi invece è riuscito a raggiungermi davvero.
Quella differenza mi è rimasta addosso. Quando sono tornata dall'altra parte del tavolo ho capito che non era questione di talento o di sensibilità: mancava un metodo. Così l'ho costruito — prima su di me, poi con le persone che accompagnavo, infine per i professionisti.
Oggi sono la prima Cancer Coach certificata in Italia, ho ideato il Metodo di Coaching Oncologico® e fondato il Master che porta lo stesso nome. Non lavoro «sull'oncologia»: lavoro sullo scenario di malattia e su ciò che una persona può ancora scegliere mentre lo attraversa. Sempre accanto a medici e psicologi, mai al posto loro.
Il percorso
La specializzazione si chiama Master in Coaching Oncologico® — primo livello. È il percorso a cui portano i tre video che stai per ricevere.
Parliamoci chiaro, prima ancora che tu lasci la tua email. Con il primo livello non diventi Cancer Coach. Diventi Specializzata in Coaching Oncologico®: resti la professionista che sei e aggiungi una competenza che ti distingue e dà valore nuovo a quello che già fai.
Chi vuole andare fino in fondo prosegue con il secondo livello — un anno di formazione più tre di pratica — e lì arriva il diploma da Cancer Coach. Te lo dico subito perché là fuori c'è chi in due weekend regala titoli: io non lavoro così, e credo che sia proprio questo a fare la differenza per te e per le persone che accompagnerai.
Altre voci
Prima di lasciare l'email
Il mondo medico
“Il suo Cancer Coaching fa davvero la differenza.”
È mia esperienza di oncologo integrato che chi segue ed è seguito da Mara Mussoni non solo ritrova equilibrio e un senso alla vita, ma soffre di meno effetti collaterali nel percorso di cura della malattia tumorale. Ottima professionista.
Dott. Ivano Hammarberg Ferri
Medico oncologo di medicina integrata
“La persona non è solo la sua malattia.”
Le competenze relazionali, soprattutto in ambito oncologico, non sono innate e non si imparano sui libri: si acquisiscono con preparazione e allenamento. La parte comunicativa e di sostegno è fondamentale e spesso viene trascurata. L'umanizzazione delle cure è il fondamento del futuro della sanità, anche per il buon esito delle cure: la formazione tecnica non basta più.
Dott.ssa Lucia Sassi
Responsabile di reparto, Ospedale di Ravenna
“Consiglio questo percorso a tutti i miei colleghi.”
Il coaching oncologico è un valore aggiunto estremamente importante per la nostra professione: il paziente, dopo essere stato dal medico, passa da noi con i suoi mille dubbi. Avere gli strumenti giusti va oltre la semplice dispensazione del farmaco, perché la malattia va curata ma per guarire bisogna curare la persona. Lo consiglio a tutti i colleghi, prima di tutto per sé stessi e poi per la professione.
Dott.ssa Stefania Gitto
Farmacista e direttrice, Farmacia Ravenna
“Mi ha stimolato a trarre il meglio dalle mie possibilità.”
Ho contattato Mara per una formazione nel cancer coaching un anno fa, e mi sono ritrovato non solo a migliorare la mia comunicazione con i pazienti e a presentarmi in modo totalmente diverso e più efficace, ma anche a fare la mia personale profilassi anticancro. Mi ha stimolato a trarre il meglio dalle mie possibilità attuali con grande concretezza.
Dott. Alessandro Marzetti
Dentista, Fermo
“Una comprensione e un'umanità che spesso mancano.”
Una figura come quella di Mara aggiunge al team che si occupa del paziente oncologico non solo un plus in termini di competenza, ma anche una comprensione e un'umanità che spesso mancano.
Dott.ssa Simona Casadei
Oncologo nutrizionista
“Un'importante figura di riferimento.”
Per la persona che si trova ad affrontare la problematica del cancro, Mara rappresenta un'importante figura di riferimento: in un'equipe multidisciplinare è un sostegno e una guida per motivare le scelte e sostenere il percorso.
Dott. Carlo Pastore
Oncologo esperto di ipertermia, Roma
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Domande che mi fanno spesso
Sì, ed è il caso più frequente: chi l'ha fatto racconta di aver ritrovato il senso del proprio lavoro restando esattamente dov'era.
Le lezioni sono registrate e si seguono quando puoi. Gli incontri dal vivo sono pochi e programmati con anticipo.
Il Master rilascia un attestato riconosciuto dall'Associazione Italiana Health Coaching, e l'ingresso nella rete nazionale degli specializzati.
No. Il Coaching Oncologico è complementare: non fa diagnosi, non prescrive, non sostituisce alcuna terapia. Si affianca a quello che già fai.
Mara Mussoni — Cancer Coach®, fondatrice del Master in Coaching Oncologico®
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I contenuti hanno finalità formativa e informativa per professionisti e non costituiscono parere medico né psicologico. Il Coaching Oncologico non sostituisce i percorsi indicati dalla medicina ufficiale né alcuna terapia psicologica. Il Master in Coaching Oncologico® è un percorso di specializzazione che si aggiunge alla professione esercitata.
COE SM23880.